Si è tenuta l’annuale assemblea di bilancio dell’Auser, alla quale molti di noi hanno partecipato in qualità di Soci.
All’ordine del giorno è stato posto anche il tema della sede, del suo utilizzo oggi molto limitato, e del progetto di ristrutturazione che la riguarda, del quale non si erano avute più notizie da mesi da parte dell’Amministrazione comunale.La sindaca Garlaschelli ha partecipato all’incontro, per conto dell’intera amministrazione.
Si sono esposti fatti e numeri, evidenziando la scelta di ridurre il totale del progetto a 300.000€, dai 500.000 iniziali, con la rinuncia del rifacimento della pavimentazione.
Ma….c’è un ma…. il progetto c’è, i professionisti interessati sollecitano pure i pagamenti, mancano i fondi.L’amministrazione aveva promesso la copertura dell’intera cifra, recuperando aiuti dalla Regione Lombardia, fondazioni e bandi.
Eppure, dopo 3 anni, sono stati recuperati e messi a disposizione del progetti solo 60.000€, che basterebbero al solo impianto elettrico.Il resto, non recuperato, si vedrà (anche se sono stati fatti incarichi per altri progetti per cifre importanti).
Non è nemmeno accettabile sentirsi proporre “fate l’impianto ed aprite la veranda, utilizzatelo come spazio aperto”, non percorribile dal punto di vista tecnico.Stesso iter di inconsistenza l’ha avuto l’aiuto per il ripristino dei giardini per bambini, ancora chiusi.
Però, come contentino, è stato offerto a titolo gratuito il Ridotto del Teatro Sociale, per eventuali balli o eventi, così come è stato offerto il Teatro stesso per gli eventi Jazz. Meglio che niente, si potrebbe dire…ma sarà ancora valida l’offerta fra 30 giorni? E se ci fosse un cambio di Amministrazione, alle Comunali di maggio?
Eppure, la stessa Associazione è stata fulcro della città durante la pandemia, sfruttata allo stremo (come struttura e come volontari) per gestire l’emergenza perché gli Enti preposti (Regione compresa) non avevano la struttura per essere “pronti ed attenti”, subito.
Finita quella, l’Auser è tornata ad essere scomoda, nonostante sia il più grosso centro di fornitura di servizi per disabili, anziani e famiglie, che continua ad erogare con fatica (e con un bilancio in negativo), nonostante sia priva della sua principale fonte di reddito, la sede.Inaccettabile il silenzio sui rapporti con la Regione Lombardia, nonostante i milioni che piovono sulla città e sul territorio.
Inaccettabile che chi da anni lavora sul welfare e vicino ai cittadini sia lasciato ancora solo, sul campo.Come diceva il proverbio? “Non fiori ma opere di bene”. Qui, bastava impegnarsi un po’ di più!


